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Privato - Caso pratico

Il Caso

 

Un soggetto lamentava la pubblicazione del testo di una vecchia ordinanza della Corte Costituzionale - riportante le sue generalità per esteso, in relazione ad un procedimento per violenza sessuale di gruppo - sul sito istituzionale della Corte


L'Approccio

 

Il team legale analizzava i profili giuridici della pubblicazione su internet di provvedimenti giudiziari non anomimizzati. Stabilito che non vi fossero più gli estremi per richiedere l'anonimizzazione - al quale andava chiesta al momento dell'emissione del provvedimento - venivano individuati altri profili di privacy, specifici della pubblicazione su internet. Il team IT approntava le azioni di supporto.


Fronteggiare l'imprevedibile

 

Terminata l'attività di analisi, i responsabili del sito della Corte accoglievano prontamente l'istanza di rimozione, provvedendo al collocamento dell'ordinanza nella sezione del sito non accessibile ai motori di ricerca esterni, ma un bug nel sistema informatico d'archivio del sito auto-generava nuovamente un link visibvile dall'esterno del sito, e conducente all'ordinanza rimossa, venendo prontamente acquisito dai motori di ricerca quale snippet, contenente le genralità dell'interessato e l'indicazione del reato infamante a lui contestato.


 

Soluzioni

 

L'intervento di flooding ha reso possibile l'arretramento del conentuo auto-generato, e pregiudizievole, di cinque posizioni, sino al suo scorrimento nella seconda pagina dei risultati di ricerca, in attesa che il team legale, con la piena collaborazione dei tecnici informatici del sito, ottenesse la definitiva risoluzione del problema.