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Gli internauti a caccia di calunnie

La Repubblica del 22.12.2009

Due avvocati e un professore di Diritto della comunicazione hanno creato il sito.

L’idea nasce qualche mese fa ed è mutuata dall´effervescente fantasia americana. Negli Stati Uniti l´”e-reputazione”, cioè la propria immagine online, ha assunto un valore essenziale. Andrea Caristi, avvocato penalista, Andrea Pruiti Ciarello, civilista, e Oreste Pollicino, docente di Diritto della comunicazione e dell´informazione all´Università Bocconi di Milano, sono i tre pionieri che hanno creato il sito.


Perché, per rifare un´immagine sconciata da Internet, sono necessari non solamente esperti di informatica ma anche giuristi che ne curino i contenuti. «Lo sviluppo della banda larga – spiega l´avvocato Caristi – con la conseguente crescita esponenziale dei siti aderenti alla filosofia del web 2.0 (nei quali cioè gli stessi utenti contribuiscono a formare i contenuti) come social network, blog, forum, ha condotto all´imponente e spesso incosciente immissione in Rete di dati, anche sensibili, riguardanti ognuno di noi».


Quando ci si trova in presenza di informazioni non vere, volgarità, notizie infamanti che riguardano non soltanto aziende o personaggi pubblici ma anche il privato cittadino, gli esperti possono intervenire su due versanti: «la ripulitura, squisitamente tecnologica, volta a elidere – dice Caristi – l´effetto dannoso del contenuto, ad esempio inserendo un buon posizionamento di commenti favorevoli sui motori di ricerca a scapito di quelli negativi o il supporto legale attraverso l´invito bonario all´autore alla rimozione delle notizie infamanti o vere e proprie azioni inibitorie o risarcitorie o penali. Ma, mentre i tempi della via giudiziaria alla bonifica dell´immagine possono allungarsi, quelli di ripulitura tecnica sono normalmente più brevi».


Chi crede che Internet debba essere uno spazio completamente libero sarà, su iniziative del genere, in totale disaccordo. Ma Oreste Pollicino, da Milano, si dice convinto del fatto che la “e-reputazione” sia un diritto della persona. «La Rete non può essere zona franca – spiega il professore di radici messinesi – e i motori di ricerca hanno a disposizione la tecnologia necessaria per tutelare effettivamente la privacy degli utenti»


Il sito www.difesareputazione.it viene gestito da un nucleo fondamentale di quattro professionisti, due avvocati, un docente universitario e un ingegnere (più una rete di collaboratori che si stanno reclutando a livello nazionale). I clienti possono richiedere un “intervento informatico”, le cui caratteristiche vengono valutate in relazione al caso specifico. I costi variano da un minimo di poche centinaia di euro a qualche migliaio, a seconda della complessità del problema.
 

di Adele Fortino
"La Repubblica" del 22.12.2009